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Condominio no problem!

Ogni mattina tra le 9 e le 10 diamo spazio alle domande degli ascoltatori
inerenti alle varie problematiche condominiali. Isabella Grifalconi, in qualità di amministratrice di condominio, riesce a dare sempre ottimi consigli a tutti coloro che intendono approfondire le tematiche a volte complesse.
Per questo un'opinione autorevole potrebbe risultare preziosa!

iNVIA DA QUI LA TUA DOMANDA

Le vostre questioni verranno analizzate, dopodiché avranno una risposta in diretta, oppure, direttamente con una mail direttamente al vostro indirizzo.

 

Come impugnare una delibera

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Domanda: Vorrei sapere come si impugna una delibera. Ci sono spese legali da pagare?

Risposta: Per impugnare una delibera si deve ricorrere al Tribunale con l'ausilio di un avvocato (tranne in alcuni casi il Giudice di Pace), le spese sono a carico di chi impugna sino alla Sentenza del Giudice che deciderà come saranno ripartite. La regola è quella che le spese seguono la soccombenza. Nel caso la vittoria non sia piena (diciamo che sono accolte solo alcune delle richieste, mentre altre non risultano meritevoli di accoglimento) il giudice solitamente compensa le spese e spesso solo una parte di esse.

 

Tabelle millesimali

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Domanda: Volevo porle un quesito:nell'aprile 2002 vennero approvate le tabelle millesimali con la maggioranza dei condomini in un'assemblea a cui io non partecipai, e di cui neanche ricevetti convocazione. Da allora ci furono problemi vari dovuti al fatto che alcuni condomini fecero dei lavori di sopraelevazione e la palazzina, a causa dei contrattempi verificatisi per questo motivo, rimase abbandonata per diversi anni, il mio appartamento saccheggiato da malviventi e gravemente danneggiato, finestre spaccate, muri deturpati da infiltrazioni d'acqua e atti di vandalismo. Nel maggio 2003 ci fu un'altra assemblea a cui non partecipai, in cui, di nuovo a maggioranza, vennero modificate le tabelle millesimali poiché la suddetta sopraelevazione venne accatastata come sottotetto e non come abitazione. Da quando la situazione è stata presa in mano da un Amministratore esterno (prima era amministrata dagli interessati alla suddetta sopraelevazione), mi si chiede di pagare le spese di condominio dalla nuova gestione in poi, pena decreto ingiuntivo. Mi chiedo quale sia la quota millesimale che io sono tenuta a pagare, dal momento che non è mai stata presa a tal proposito una decisione unanime, e inoltre, dal momento che il mio appartamento è ridotto in condizioni disastrose, e la mia proprietà ha subito un'evidente svalutazione, se questo può influire sulla ripartizione delle quote.

Risposta: Innanzitutto le tabelle millesimali devono essere approvate dall'assemblea all'unanimità dei condomini, pena nullità. Se l'approvazione avviene a maggioranza (ma è sufficiente che non vi aderisca anche un solo condomino), la relativa delibera è nulla e può essere impugnata in qualsiasi tempo dai condomini assenti o dissenzienti. Detto questo, le ricordo che ogni condomino dovrebbe partecipare alle assemblee, non disinteressandosi della vita condominiale. Le quote che le vengono richieste devono essere pagate, ma contemporeaneamente le consiglierei di far presente questa situazione all'amministratore.

Se il suo appartamento è ridotto in condizioni disastrose, non può richiedere la riduzione delle quote di sua spettanza, ma può denunciare i vandali che le hanno provocato i danni.

Il mio consiglio è questo: scriva una lettera raccomandata all'amministratore comunicandogli che ha intenzione di impugnare la delibera con la quale l'assemblea ha approvato la tabella millesimale in quanto affetta da nullità. Di conseguenza sono nulle anche le relative modifiche avvenute due anni dopo.

 

Negozi piano terra

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Domanda: Nel mio condominio, i locali di piano terra sono stati modificati da magazzino a locale commerciale. Un tecnico di mia fiducia mi ha detto che in sede di redazione delle tabelle millesimali il coefficiente di destinazione è almeno il triplo rispetto alla situazione precedente, il ché comporterebbe sostanziali variazioni nell'eventuale revisione delle tabelle, rese più marate dal fatto che il negozio occupa quasi l'intero piano terra e sporge su via principale. Ovviamente tutti i condomini sarebbero d'accordo tranne il proprietario del negozio. Cosa mi consiglia?

Risposta: La modifica delle tabelle millesimali, così come l'approvazione, dev'essere deliberata all'unanimità da tutti i condomini, pena nullità. Non riuscendo quindi, come nel vostro caso, a raggiungere un accordo, l'unica soluzione è quella di rivolgersi all'autorità giudiziaria che, se è dovuta, disporrà la modifica.

 

Apertura di una nuova porta

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Domanda: Il mio vicino di casa ha aperto una nuova porta sul pianerottolo delle scale posizionandola su una parete in comune. La mia domanda è: poteva farlo? Esistono delle normative che disciplinano questo caso in particolare? E se si quali sono?

Risposta: Le riporto una sentenza: E' possibile aprire una porta sul pianerottolo per dotare il proprio appartamento di un secondo ingresso, a condizione che l'intervento non limiti il godimento degli altri condomini e non arrechi pregiudizio all'edificio e al suo decoro architettonico (Cassazione 10/2/1981, n. 843).

 

Abbattimento e potatura alberi

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Domanda: Volevo chiedere se è vero che le spese di potatura di un albero ad alto fusto, un pino marittimo di circa 20 metri, vanno ripartite tra tutti i condomini anche se l'albero cresce in un giardino privato. Secondo lei, non si potrebbe addirittura abbattere, dato che crea molti fastidi?

Risposta: Gli alberi, di regola, non possono essere abbattuti, a meno che non siano ammalati o instabili, o creino una situazione di pericolo per persone o cose, oppure quando siano stati piantati troppo vicino al confine della proprietà. In ogni caso, prima, va sempre chiesta l'autorizzazione del comune.

Per quanto riguarda invece la potatura di alberi che si trovano nel giardino di proprietà esclusiva di un condomino, la Cassazione ha stabilito che, se questi alberi sono funzionali al decoro dell'intero edificio, per cui la potatura avviene per soddisfare queste esigenze, si può pretendere che tutto il condominio contribuisca alla spesa.

 

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